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Meglio scegliere infissi in pvc o in alluminio?

Gli infissi in pvc offrono un ottimo isolamento termico ed acustico, sono resistenti e non richiedono una particolare manutenzione.

Tuttavia, se stai pensando di cambiare le tue finestre non solo per un effettivo risparmio energetico, ma contribuendo anche alla salvaguardia dell’ambiente, l’alluminio è sicuramente la scelta migliore.

Gli infissi in alluminio richiedono poca manutenzione, resistono agli agenti atmosferici e sono particolarmente adatti per vetrate di grandi dimensioni.

Grazie alle prestazioni tecnico meccaniche di questo straordinario materiale, è possibile realizzare infissi con profili sottili e minimalisti, che donano più luce agli ambienti.

Oggi (quasi) tutti gli infissi in alluminio sono a taglio termico (l’infisso è sostanzialmente realizzato con due differenti profili, chiamati gusci, nel mezzo dei quali viene inserita una membrana di poliammide. La poliammide serve da isolante ed assicura pertanto alte prestazioni ad un materiale, l’alluminio, che non nasce come materiale isolante di per sé) ed offrono un buon isolamento termo-acustico.


Gli infissi in alluminio di qualità tendono a costare un po' di più rispetto ai corrispettivi in pvc aventi pari prestazioni termiche.


Durano però più a lungo e puoi sceglierli del colore che vuoi.




Quali caratteristiche ha l’alluminio?


L’alluminio è abbondante.

L’alluminio è il terzo elemento per abbondanza presente sulla crosta terrestre, dopo l’ossigeno ed il silicio.

In altre parole, è presente più alluminio che ferro nel mondo.

Il che significa che, in base al consumo odierno, avremo alluminio in abbondanza anche per le prossime generazioni.


L’alluminio è leggero.

Un pezzetto di alluminio pesa solo 1/3 rispetto ad uno in acciaio (2,7grammi/cm3).

Oltre ad essere un materiale molto duttile ed adatto nell’industria e nei cantieri edili, la leggerezza dell’alluminio si traduce in un ridotto consumo di energia durante il trasporto.

Quando si sceglie l’alluminio, quindi, si sceglie un materiale non solo leggero e versatile, ma anche economicamente valido.


L’alluminio è duttile.

L’alluminio, grazie alle sue proprietà duttili, è adatto alla produzione di qualsiasi cosa: dai telai delle biciclette, agli scafi delle barche, ai case dei computer, agli utensili per cucina.

E’ facile da trattare sia in condizioni di freddo che di caldo e da esso possono essere realizzate differenti leghe.

Le leghe di alluminio sono usate per migliorare le proprietà dell’alluminio per specifici usi, come quello in edilizia.


L’alluminio è un grande riflettore.

L’alluminio intrappola il caldo ed il freddo, rendendolo ideale sia per preservare il cibo, sia per essere utilizzato come coperta di emergenza.

Viene utilizzato per la produzione di apparecchi di illuminazione, specchi, strutture per serramenti, e lo si trova in migliaia di altri utilizzi.


L’alluminio è a basso mantenimento.

L’alluminio reagisce con l’ossigeno presente nell’aria, creando uno strato di ossidazione sulla superficie, che lo rende resistente alla corrosione.

Questo significa poca manutenzione e sostituzione se paragonato ad altri materiali come il ferro o l’acciaio. E questa è un aspetto positivo specialmente per l’ambiente e per mantenere bassi i costi dei progetti edili.


L’alluminio è riciclabile all’infinito.

Pochi materiali sono riciclabili così facilmente come l’alluminio.

Per riciclarlo è necessario utilizzare solo il 5% dell’energia iniziale utilizzata per produrlo.




Ma come nasce l’alluminio?


A partire dall’inizio del XIX secolo, l’alluminio viene ricavato dalla bauxite, una roccia sedimentaria composta da diverse specie mineralogiche, tra cui ossidi e idrossidi di alluminio.


La bauxite prende il nome dal paese di Les Baux-de-Provence, un piccolo comune nei pressi di Avignone, dove nel 1822 sono state aperte le prime miniere per la sua estrazione.

Questa roccia si presenta sotto forma di depositi rocciosi di colore rosso scuro punteggiato da macchie biancastre, all’interno dei quali si trovano noduli di forma tondeggiante, definiti pisoliti.

Malgrado abbia preso nome da una località francese, la Bauxite si trova nelle zone equatoriali.

I maggiori paesi produttori di bauxite nel mondo sono attualmente:

  • l’Australia

  • la Cina

  • l’India

La produzione in Italia è molto ridotta quantitativamente ed è ormai limitata alla miniera di Olmedo, in Sardegna, a pochi chilometri da Alghero.



Come avviene la produzione


L’estrazione del minerale è relativamente semplice, ma il processo di trasformazione in alluminio è assai complesso.

La bauxite si trova in un tipo di terreno simile all'argilla, presente in una cintura intorno all'equatore.

Una volta estratta, a pochi metri dal terreno, la bauxite viene trasportata al sito dove la superficie viene lavata prima di essere inserita in una macina che la tritura fino ad ottenere una polvere bianca, l’allumina.



Sono necessarie circa due tonnellate di allumina per produrre una tonnellata di alluminio.


L’allumina raffinata viene poi portata all’interno del sito di produzione, dove viene trasformata in metallo.

L’alluminio liquido viene colato in lingotti di estrusione, lingotti in fogli o leghe, a seconda dell’utilizzo finale previsto.


Nel caso dei profilati (utilizzati anche per la realizzazione dei serramenti), l’alluminio subisce un processo di estrusione, un processo industriale che consente di ottenere pezzi a sezione costante. Mediante l’estrusione, le billette cilindriche di alluminio vengono preriscaldate e fatte passare attraverso degli stampi sagomati fino ad assumerne la forma desiderata.



Una volta ottenuto un profilato estruso grezzo, la barra deve essere sottoposta ad altri trattamenti fino a ottenere la finitura superficiale definitiva.

La finitura deve rispondere a standard qualitativi elevati per durare nel tempo e deve soddisfare i gusti estetici del cliente.

Completato questo processo i profilati vengono ulteriormente lavorati per essere trasformati in serramenti: ad esempio, mediante l’inserimento di barrette di poliammide, può essere prodotto un serramento, come detto, a taglio termico.



Perché scegliere un serramento in alluminio fa bene al pianeta?

Se e quando la filiera appena descritta viene gestita direttamente dalla stessa azienda è chiaro che si innesca un processo virtuoso, dove nulla è lasciato al caso.

Hydro, multinazionale leader nella produzione dell’alluminio, definisce con ambizione il proprio ruolo nella decarbonizzazione sulla base di tre pilastri:

  • Diventare un'azienda a zero emissioni

  • Fornire ai clienti prodotti in alluminio a zero emissioni di carbonio

  • Consentire la rimozione del carbonio dall'industria e dalla società in generale attraverso attività di energia rinnovabile, idrogeno e batterie


Siamo sulla buona strada per ridurre le emissioni del 10% entro il 2025 e del 30% entro il 2030 e per arrivare all’obiettivo zero emissioni nette entro il 2050 (o anche prima).

Come?

Sviluppando alluminio più ecologico a zero emissioni di carbonio per soddisfare le aspettative del mercato e consentire ai clienti di ridurre la loro impronta di carbonio.


I principali percorsi per raggiungere i nostri obiettivi sono un maggiore riciclo di rottami di alluminio post-consumo e progressi tecnologici nella produzione di alluminio primario, come la cattura e lo stoccaggio del carbonio e la una specifica ed esclusiva tecnologia in cui il carbonio e il cloruro sono tenuti in circuiti chiusi, risultando in un processo completamente decarbonizzato.



Stiamo riducendo le emissioni di gas serra nella società in generale offrendo soluzioni rispettose del clima.

Altre soluzioni, portate avanti in parallelo, sono per Hydro:


  1. Aumento della produzione di energia rinnovabile

  2. Sviluppo di idrogeno verde per sostituire i combustibili fossili

  3. Utilizzo di alluminio a basse emissioni di carbonio e riciclato

  4. Approvvigionamento e produzione più ecologici, per aiutare i clienti a ridurre le loro emissioni attraverso prodotti più ecologici

  5. Implementazione di un mix energetico più verde presso la raffineria di allumina in Brasile.

Attualmente la raffineria utilizza l'olio combustibile come fonte energetica. Viene sostituito con gas naturale liquido trasportato via nave. Questo non solo aiuterà a ridurre le nostre emissioni dirette di carbonio derivanti dal consumo di energia, ma aiuterà anche a sviluppare infrastrutture critiche di cui possa beneficiare l'intera regione dello Stato del Pará.

6. Riciclaggio dei rottami di alluminio post-consumo e nuove tecnologie come leve principali per fornire più alluminio a basse emissioni di carbonio



Come faccio a sapere se un brand utilizza alluminio gestito con questo tipo di filiera controllata?

Quando scegli un serramento in alluminio, chiedi al produttore di avere non solo la scheda tecnica del prodotto, ma anche i relativi EPD.



EPD: cosa sono e a cosa servono


La Dichiarazione Ambientale di Prodotto EPD, termine che deriva dall’inglese Environmental Product Declaration, è un documento che descrive gli impatti ambientali legati alla produzione di una specifica quantità di prodotto o di un servizio: per esempio consumi energetici e di materie prime, produzione di rifiuti, emissioni in atmosfera e scarichi nei corpi idrici.


La Dichiarazione, creata su base volontaria, deve essere predisposta facendo riferimento all’analisi del ciclo di vita del prodotto basata su uno studio LCA (Life Cycle Assessment), che definisce il consumo di risorse (materiali, acqua, energia) e gli impatti sull’ambiente circostante nelle varie fasi del ciclo di vita del prodotto. Le fasi minime considerate vanno dall’estrazione delle materie prime, il loro trasporto al sito di produzione e la produzione stessa oppure fino alla dismissione del prodotto stesso.


I risultati sono presentati in forma sintetica attraverso l’impiego di una serie d’indicatori ambientali, quali ad esempio la quantità di anidride carbonica emessa o GWP (Global Warming Potential) per unità dichiarata di prodotto (ad es. per tonnellata).


Per approfondimenti: https://www.epditaly.it/epd-2/



Quali brand scegliere, quindi?


Ti consiglio Domal e Wicona, due marchi del gruppo Hydro, che seguono la filosofia che ti ho appena spiegato e che utilizzano una particolare lega, chiamata Hydro Circal, realizzata per il 75% da materiale riciclato (scarto di produzione o materiale che ha già avuto una vita - pensa alla caffettiera, per esempio!) e che è essa stessa riciclabile per il 95%!



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