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AAA. Ecodesign cercasi: alla ricerca della Sostenibilità nell'Innovazione


La 62esima edizione del Salone del Mobile si è recentemente conclusa, mettendo in primo piano i settori del bagno e della cucina.

Durante la mia esplorazione tra gli stand, ho voluto concentrarmi sull'analisi degli allestimenti e dei prodotti ecosostenibili, per comprendere l'approccio delle aziende a questo tema di crescente importanza strategica.

È stato sorprendente constatare la varietà di approcci adottati.

Mentre alcune aziende hanno optato per il riutilizzo degli stessi stand dell'anno precedente, altre hanno dimostrato un impegno ancora più concreto sul tema, progettando e realizzando stand utilizzando materiali ecologici come legno, lino o carta di riso, un esempio lampante di ciò sono stati Globo e Rina Menardi.

Questa differenza di approccio sottolinea l'importanza crescente dell'ecosostenibilità nel settore dell'arredamento e del design, mentre evidenzia altresì la necessità di un impegno più diffuso e coerente verso la sostenibilità ambientale da parte delle aziende del settore.



Stand Ceramica Globo
Stand Ceramica Globo

La questione riguardante il riutilizzo degli stand della passata edizione al Salone del Mobile è cruciale e solleva interrogativi significativi. È lecito chiedersi se tale scelta sia stata motivata dalla sostenibilità o da altri fattori. Se effettivamente mirata alla sostenibilità, ci si potrebbe aspettare una comunicazione chiara in tal senso e l'adozione di sistemi di montaggio e materiali eco-friendly. La mancanza di trasparenza su queste scelte lascia spazio a dubbi legittimi riguardo agli intenti delle aziende.


Considerando la “sostenibilità” un tema mondiale e l'abbondanza di idee innovative presenti al Fuorisalone, soprattutto da parte di designer emergenti, ci si potrebbe aspettare un maggiore impegno verso la sostenibilità e la circolarità anche all'interno della fiera principale di Rho Fiera. La mancanza di attenzione su questi temi da parte di molti espositori solleva domande sul reale impegno del settore verso la sostenibilità.


È comprensibile che analizzare ogni singolo stand e padiglione in una sola giornata non sia un compito facile. Tuttavia, osservando gli stand dedicati al settore del bagno e della cucina, su cui erano puntati i riflettori quest'anno, emerge una tendenza a seguire i trend del "lifestyle", con l'utilizzo predominante di materiali come l'oro, il rame, il bronzo e l'acciaio, e con un'enfasi sulle finiture particolari e dettagliate.

In sostanza, mentre l'aspetto estetico e il soddisfacimento delle richieste del mercato sono importanti, è essenziale che le aziende del settore dell'arredamento e del design assumano un approccio più responsabile verso l'ambiente e comunichino in modo trasparente le proprie scelte in materia di sostenibilità.




   

È deludente constatare che temi cruciali per il benessere comune, come il riciclo dell'acqua, la riduzione dello spreco idrico e l'utilizzo di materiali e finiture ecosostenibili, non abbiano ricevuto l'attenzione dovuta durante il Salone del Mobile.

La mancanza di una comunicazione esplicita su questi argomenti e la scarsa presenza di soluzioni innovative in questo ambito da parte della maggior parte degli espositori è un segnale preoccupante. Tuttavia, è incoraggiante notare che alcune aziende, come Cristina Rubinetterie, stiano introducendo in collezione prodotti mirati alla depurazione dell'acqua, fornendo così un esempio di come l'industria possa muoversi verso una maggiore sostenibilità.

È essenziale che più aziende seguano questa direzione e assumano un ruolo attivo nell'introdurre soluzioni eco-friendly e promuovere pratiche sostenibili all'interno del settore dell'arredamento e del design. Solo attraverso un impegno concreto verso la sostenibilità ambientale sarà possibile affrontare le sfide ambientali attuali e costruire un futuro più sostenibile per tutti.




 

Un passo nella giusta direzione lo ha fatto Effegibi inserendo, anche se non in modo molto visibile, una grafica che richiama l'utilizzo di materiali "eco-friendly" all'interno dell’esposizione. Tuttavia, la mancanza di dettagli specifici su quali materiali siano stati utilizzati, in che quantità e su quali prodotti, limita la trasparenza e l'efficacia di questa comunicazione.

Sarebbe stato auspicabile che l’azienda fornisse informazioni più dettagliate e trasparenti sulle pratiche sostenibili adottate, per consentire ai visitatori di valutare appieno l'impatto ambientale dei prodotti e dei processi produttivi. La trasparenza è fondamentale per garantire la fiducia dei consumatori e per favorire un dialogo aperto e informato sulla sostenibilità nell'industria del design e dell'arredamento.

 


Comunicare la sostenibilità
Grafica stand Effegibi


È incoraggiante notare che alcune aziende, come Miele, stiano adottando un approccio più trasparente e informativo verso la sostenibilità all'interno del Salone del Mobile. La presenza di una "dashboard dei consumi" direttamente sull'anta del frigorifero, con informazioni chiare e accessibili sul consumo di acqua ed elettricità dopo ogni ciclo, rappresenta un passo avanti significativo nella promozione di pratiche più sostenibili nell'utilizzo degli elettrodomestici.

Offrire suggerimenti per un utilizzo più sostenibile degli elettrodomestici e fornire un report mensile personalizzato sul consumo energetico e idrico è un modo efficace per sensibilizzare i consumatori sull'importanza della riduzione degli sprechi e dell'adozione di comportamenti più responsabili.

Questa iniziativa di Miele dimostra che è possibile coniugare funzionalità innovative con una maggiore attenzione alla sostenibilità ambientale, fornendo ai consumatori strumenti pratici per ridurre l'impatto ambientale delle proprie abitudini quotidiane. Speriamo che più aziende seguano l'esempio di Miele e integrino pratiche sostenibili nei loro prodotti e servizi, contribuendo così a promuovere uno stile di vita più eco-friendly e responsabile.




 

La strategia adottata da Zucchetti Cos di dividere lo spazio espositivo in una zona "front office" e una zona "back office" offre un approccio interessante e ben strutturato alla presentazione dei prodotti durante il Salone del Mobile.

Nella zona "front office" l’azienda si concentra sull'estetica e sull'ispirazione, presentando abbinamenti suggestivi tra i miscelatori ed i materiali di rivestimento come gres, pietre e finiture. Questo approccio permette ai visitatori di apprezzare non solo il design dei prodotti, ma anche come essi si integrino armoniosamente con diversi stili e materiali, stimolando la creatività e l'immaginazione dei potenziali acquirenti.

Dall'altra parte, nella zona "back office" fornisce informazioni più dettagliate sulla collezione di finiture disponibili, consentendo ai visitatori di esaminare da vicino le opzioni disponibili e di valutare le caratteristiche tecniche dei prodotti.

Inoltre, l'installazione che illustra il funzionamento dei miscelatori a parete offre un'opportunità pratica per comprendere appieno le funzionalità e le performance dei prodotti, contribuendo così a una decisione d'acquisto più informata.




  

Questa suddivisione dello spazio espositivo evidenzia l'attenzione di Zucchetti Cos nella presentazione dei propri prodotti, bilanciando estetica e funzionalità per soddisfare le esigenze dei visitatori. Tuttavia, questa occasione avrebbe potuto essere sfruttata anche per approfondire pratiche volte a evitare lo spreco di acqua, offrendo una maggiore consapevolezza su come ciascuno possa contribuire attivamente alla conservazione di questa risorsa vitale.


Lodevole è l'impegno di Ceramica Globo verso una politica fortemente ecologica, che coinvolge ogni aspetto della gestione e produzione aziendale. Questo impegno non solo si traduce in una strategia imprenditoriale, ma rappresenta anche un valore etico fondamentale, soprattutto considerando l'emergenza ecologica globale.

Globo si distingue per l'utilizzo di materie prime riciclate, come le bottiglie di vetro domestiche, che vengono riutilizzate al 100%. Inoltre, è la prima azienda italiana nel settore idrotermosanitario ad essere membro del Green Building Council Italia, con l'obiettivo di ottenere la certificazione LEED per la realizzazione di edifici sostenibili.

Questa filosofia si riflette perfettamente nello stand di Globo, ispirato alla tecnica giapponese "futsu Shoji". Le pareti, realizzate con telaio in legno da un lato e carta di riso o stoffa dall'altro, seguono la tradizionale tecnica degli Shoji, caratterizzata da una struttura a griglia che tiene ferma la carta semi-trasparente, permettendo il filtraggio della luce. Questo allestimento è completamente smontabile in pochi passaggi e rappresenta un esempio eccellente di soluzione ecosostenibile.

 



  

Passando al mondo dell’arredo e del complemento, come già accennato, il design dello stand di Gandia Blasco è davvero ammirevole, con l'utilizzo di un allestimento modulare realizzato con frame di legno e lino.




 

È evidente che i progetti di ecodesign richiedono tempo e impegno, e le aziende devono cominciare fin da ora, se non lo hanno già fatto, a pensare a soluzioni innovative con un basso impatto ambientale, in linea con le sfide poste dall'Europa entro il 2030 con l'Agenda 2030.

È importante comprendere che l'Europa sta spingendo per un cambiamento di prospettiva e che le nuove generazioni si aspettano prodotti ecosostenibili nel prossimo futuro.


Questo è stato dimostrato dall'ampia e impressionante varietà di idee presentate da giovani designer a Lampo Milano.

Per la sua ottava edizione, il baricentro del distretto più multiculturale del Fuorisalone ha spostato il suo fulcro fisicamente verso ovest, introducendo nuove location (come Lampo, situata nell'ex scalo ferroviario Farini) e mostre che esplorano il legame tra design e sostenibilità.

Il titolo "This Future is Currently Unavailable" riflette l'urgenza di adottare soluzioni moderne ed ecosostenibili. Non (solo) perché è l’Europa che ce lo chiede, ma perché i giovani ne hanno (giustamente) bisogno.

Queste proposte superano la rigidità di pensiero che alcune grandi aziende del settore del design, non solo in Italia, hanno manifestato anche durante questo Salone.

"Is One Life Enough?" è la mostra che ha presentato una selezione di prodotti pronti per il mercato, realizzati utilizzando materiali sostenibili e approcci circolari. Il suo obiettivo è dimostrare come reinventare oggetti progettati per un solo ciclo di vita, conferendo loro una nuova vitalità.

Un esempio sono le ceramiche realizzate riciclando i rifiuti, le lampade che trovano origine dalle bucce di arance e gli scaffali insieme alle librerie di Vank design. I materiali naturali utilizzati per produrre scrivanie, scaffali, pannelli acustici, cubicoli da ufficio e le pareti mobili sono i biocompositi VANK, derivati da piante fibrose rinnovabili come il lino e la canapa. Questi biomateriali promuovono un'economia circolare e hanno un'impronta di carbonio negativa. Le materie prime biologiche, come il lino e la canapa, assorbono CO2 dall'atmosfera durante la crescita e la convertono in biomassa tramite la fotosintesi. La rapida crescita della canapa, fino a 4 metri in 100 giorni, la rende uno degli strumenti di assorbimento di CO2 più efficaci, con un campo che può assorbire fino a 15 tonnellate di CO2 per ettaro secondo i rapporti dell'IPCC.




La generazione attuale, compresa tra i 20 e i 30 anni, si avvicina presto all'acquisto della sua prima casa e dei relativi arredi, elettrodomestici e complementi per rendere confortevole il proprio ambiente abitativo. Le aziende sono pronte a soddisfare le esigenze di questi nuovi consumatori con i loro prodotti in catalogo? O forse è il momento di rallentare e smettere di concentrarsi esclusivamente su colori e forme?

È possibile che le idee innovative di questi designer non abbiano riscontro nella produzione del "vero" industrial design di sistema? Abbiamo davanti a noi 365 giorni per lavorare su questo e cercare di garantire che l'edizione del 2025 rappresenti un passo avanti di cui tutti abbiamo bisogno.

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